Non c'è niente di più invalidante degli attacchi di panico, risultato di una complessa interazione di reazioni fisiche, pensieri ed emozioni. Una condizione che impedisce di vivere una vita serena e che può compromettere relazioni sociali e professionali.
Chi li ha sperimentati, e lo sta facendo tuttora, sa bene di cosa parliamo quando l'ansia prende il sopravvento e lo fa all'improvviso, senza alcuna ragione mentre siamo in macchina, al ristorante o in ufficio.
Gli attacchi di panico non avvisano e si attivano quando il nostro sistema fisiologico - ipersensibile - produce una reazione di attacco o fuga, anche quando non è necessario. Anche quando non c'è alcun pericolo che possa minacciare la tranquillità. Eppure, in questi momenti corpo e mente sembrano risucchiati da una trappola asfissiante.
Come accorgersi degli attacchi di panico?
Osservate alcuni dei principali sintomi: sudorazione, tachicardia, difficoltà a respirare, cefalea, vertigini, tremori, disturbi intestinali, disturbi visivi, insonnia.
Come risolvere gli attacchi di panico?
È consigliabile intraprendere un percorso che aiuti la persona a superare gli attacchi di panico per non permettergli di impadronirsi del nostro spazio vitale e di penalizzare la nostra quotidianità.
È possibile superare gli attacchi di panico con un percorso che ha obiettivi precisi: comprendere l'ansia e il suo meccanismo; riconoscere i pensieri associati ad ansia e panico; affrontare le situazioni temute riappropriandosi della propria vita.
I disturbi ossessivo-compulsivi sono molto più comuni di quanto si creda e interessano sia persone molto giovani sia adulti di ogni età. Identificati anche con l'acronimo D.O.C. i disturbi ossessivi-compulsivi si manifestano attraverso pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti come intrusivi e inadeguati, scatenanti stati di ansia e preoccupazione all'origine di quei comportamenti ripetitivi, e/o pensieri ricorrenti, che la persona sente di dover mettere in atto come risposta.
Oltre ai disturbi ossessivi-compulsivi, vi sono altre problematiche che possono interferire con la normale gestione della propria emotività, creando molteplici difficoltà sia in ambito privato sia in quello familiare e sociale.
Contattatemi per una prima consulenza (anche online) sul trattamento dei disturbi ossessivo-compulsivi.
Le terapie per i problemi di coppia e nel rapporto genitori-figli sono un altro mio ambito di attività. Il percorso praticabile intende aiutare e sostenere la coppia ad affrontare disagi e difficoltà e a risolverli per migliorare la qualità della vita personale e di relazione.
Nel caso in cui i contrasti abbiano provocato la separazione, la terapia può aiutare a dipanare i conflitti in corso e, soprattutto, a gestire la genitorialità per la serenità dei figli.
Per richiedere un primo appuntamento o una consulenza sui problemi di coppia, potete contattarmi al numero di telefono oppure compilare il modulo dei contatti che trovate di seguito.
Cura di ansia, fobie e ipocondria
Oltre ai disturbi ossessivo-compulsivi, mi occupo del trattamento di ansia, fobie e ipocondria.
I disturbi d'ansia sono molto diffusi, molte persone ne sperimentano gli effetti nel corso della vita. L'ansia è un'emozione naturale che avvertiamo in prossimità di un pericolo. Ma se eccessiva e ingiustificata, può diventare un disturbo.
I disturbi d’ansia conosciuti e diagnosticabili sono i seguenti:
I disturbi legati all'assunzione del cibo, non più vissuto come elemento di soddisfazione di stimoli e bisogni nutrizionali, sono esemplificati da anoressia e bulimia.
Anoressia
Senso di sazietà con poco cibo, carenza di appetito e ricerca di un continuo dimagrimento.
Bulimia
Assunzione di cibo in grandi quantità, espulso poi con il vomito.
Disturbo di alimentazione incontrollata
Questa condizione si palesa attraverso grandi abbuffate di cibo in un lasso di tempo breve, senza ricorrere a vomito o lassativi.
Il trattamento prevede il supporto a percorsi alimentari specifici (diete, dimagrimento, correzione dello stile alimentare), con affiancamento ad altre figure sanitarie per lavorare in sinergia sulle componenti psicologiche scatenate dalla terapia: ansia, frustrazione, cambiamenti dell'umore.
Fra i disturbi dell'umore, la depressione si manifesta attraverso sensazioni ricorrenti e di elevata intensità di tristezza e insoddisfazione, perdita di entusiasmo generale, malumore persistente e pensieri negativi su di sé e sul futuro.
Le componenti psicologiche principali che caratterizzano e mantengono la depressione sono:
La persona muta con rapidità passando da uno stato depresso a uno euforico e maniacale. E viceversa.
Il disturbo può comparire dopo un forte trauma (rischio di morte per incidente o malattia, lutti improvvisi, perdite inaspettate, aggressioni, rapina o rapimento, calamità naturali, guerre).
In tutti questi casi, lo stress indotto dai sentimenti provati induce la persona a vivere con sensazioni di paura intensa, impotenza, orrore. Il paziente rivive l’evento traumatico con ricordi spiacevoli intrusivi (immagini, pensieri, percezioni, incubi) che fanno percepire l'evento come ancora possibile o alterano situazioni che assomigliano a qualche aspetto del trauma vissuto.
I sintomi sono l'evitamento persistente degli stimoli associati al trauma; difficoltà a prendere e mantenere il sonno; irritabilità o scoppi di ira, difficoltà a concentrarsi, controllo delle situazioni; eccessivo allarmismo.
L’insorgenza del Disturbo Post Traumatico da Stress può presentarsi anche a distanza di mesi dal trauma, e può durare un mese o diventare cronico. Ecco perché è necessario trattare il disturbo con rapidità e a fondo.
Il trattamento del trauma con EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, in particolare stress traumatico. Il metodo si concentra sul ricordo dell'evento traumatico e utilizza i movimenti oculari, o altre forme di stimolazione alternata destro/sinistra, per trattare disturbi generati da esperienze traumatiche e molto stressanti dal punto di vista emotivo.
Il disturbo del sonno può essere rappresentato dall'insonnia (primaria o secondaria), manifestarsi con risvegli notturni frequenti oppure palesarsi al mattino, quando ci si sveglia già stanchi.
La terapia può essere sia individuale sia di gruppo e può essere affiancata ad altri percorsi (psicoterapia, medicina alternativa, farmacoterapia).
Il trattamento dura 8 settimane e ha l'obiettivo di migliorare la qualità del sonno e l'energia fisica e mentale, compromessa da un cattivo riposo notturno.
Gli incontri avvengono con una cadenza settimanale.
Il modello di psicoterapia a orientamento cognitivo-comportamentale per la cura dell’insonnia ha dimostrato un’efficacia clinica notevole, superiore a quella dei farmaci ipnoinducenti.